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Scegliere CCD mono o colori

Da un po' sto valutando la possibilità di acquistare un CCD per fotografare il profondo cielo e già la scelta tra un sensore mono ed uno a colori non è semplice, sebbene il CCD mono sia effettivamente più sensibile e fornisca immagini più risolute con i filtri a banda stretta da cieli mediamente inquinati, è anche vero che lo sforzo economico e organizzativo per il loro utilizzo è superiore dovendo altre al CCD acquistare e gestire una ruota portafiltri motorizzata e set di filtri per la tricromia e per l'interferenziale.
Io però non boccerei cosi a priori i sensori a colori, ed in particolare il Sony ICX453, con buona efficienza e dimensione dei pixel medio alta, che lo rendon usabile su ottiche che non siano i soliti rifrattorini che van tanto di moda ora. :)
In particolare nell'uso a banda stretta, la maschera di Bayer della QHY8 è una RGBG quindi se fotografo in H-alpha uso 1 pixel su 4 (R centrato su 610), mentre se fotografo nel O-III uso 3 pixel su 4 (a cavallo tra G centrato su 540nm e B centrato su 460nm) e infine nel H-beta ne uso 1 su 4 (B centrato su 460nm).

Dal grafico che ho assemblato si vede come solo con le riprese in O-III il qe è molto inferiore, nelle altre frequenze si è vicini al sensore mono, ovvio la risoluzione sarà inferiore non usando tutti i pixel per raccogliere dati. Ho trovato comunque un fotografo che con sensore a colori ha tirato fuori dei capolavori tipo quello allegato.


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Sensore e piano focale paralleli, accessori disponibili

Penso non sia cosi raro scoprire che lo strumento che si era usato senza problemi in visuale, una volta passati alla fotografia mostri alcuni difetti dovuti a flessioni o mancate correzioni nel montaggio. Nel mio percorso informativo sui riduttori/spianatori per provare ad usare il C11 fotograficamente mi sono imbattuto diverse volte in lamentele su come questi sistemi di ottiche risultino particolarmente sensibili a scollimazioni o focheggiatori/treni ottici non perfettamente paralleli al sensore fotografico. L'effetto è facilmente riconoscibile con stelle in un angolo o su un lato non perfettamente a fuoco.

Personalmente sapevo dell'esistenza di alcuni focheggiatori e rifrattori di buon livello che ne permettono una migliore collimazione, ma la maggiorparte ne è sprovvista e comunque molte volte il problema nasce dopo l'ottica dove si incominciano a montare adattatori, ruote, riduttori, guide fuori asse, e si rischierebbe quindi di scollimare un sistema performante.

Ho scoperto cosi l'esistenza di un accessorio che penso abbastanza sconosciuto e poco usato come il rotatore di campo motorizzato, e cioè un tilter del piano focale. Lo si monta prima del proprio sensore fotografico per fare delle micro correzioni per renderlo parallelo al piano focale. In pratica due anelli indivisibili ma la cui distanza tra loro può essere collimata con 3 viti a 120 gradi una dall'altra, come si fa con lenti e specchi. In commercio al momento ne ho trovati due ma penso ne esistano altri:

il primo è relativamente nuovo e proposto da TS ad un prezzo concorrenziale (70 euro), ma è secondo me un po' scomodo nella regolazione perchè è quasi impossibile effettuare regolazioni con il sensore fotografico, se non ha l'ingombro simile ai ccd per hyperstar.

TS M48 tilter

il secondo invece è un prodotto più maturo che ha tenuto conto di questa evenienza e rende il procedimento di correzione veloce potendo fare la micro correzione ed effettuare subito una verifica al volo con il sensore montato e ccd inspector, oltre ad offrire un diametro che evita vignettature di qualsiasi genere. Il prezzo è anche 4 volte il primo ma comunque ancora abbordabile. (300 euro)

Optec Equuleus Tip-Tilt Adjusting Device

Secondo me potrebbero essere utili in tutti quei casi in cui non si può intervenire altrove e se con il C11 avrò problemi simili potrei valutarne l'acquisto.

Prima vera nottata fotografica con il TMB 115

Ho passato l'ultima settimana ad informarmi su come migliorare il workflow fotografico evitando gli errori della scorsa volta, mi sono cosi segnato i dark necessari e i piccoli spostamenti tra una posa e l'altra per compensare il disturbo a pioggia dei sensori ccd. Mi son premunito di lasciare anche un po' di tempo tra una posa e laltra per far raffredare la camera, e devo dire che qualche risultato hanno dato tutte queste preparazioni. Qui sotto potete vedere i quattro soggetti che son riuscito a fotografare:

Ammasso globulare M13
11x300sec , Iso 640, Nikon D90
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Neulosa planetaria M27
11x300sec , Iso 640, Nikon D90
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Ammasso globulare M56
6x300sec , Iso 640, Nikon D90
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Nebulosa planetaria M57
6x300sec , Iso 640, Nikon D90
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Tutte sono il risultato della elaborazione con Deep space stack, una passata leggera ai wavelet di Registax e ritoccate poi sui livelli e bilanciamento con Photoshop. Purtroppo perdo ancora un sacco di tempo nella messa a fuoco ed inquadratura dell'oggetto, devo assolutamente comprare un adattatore che mi permetta di ruotare la Nikon senza perdere la messa a fuoco.

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