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Test filtri per osservazione del Sole in luce bianca

Nelle due mezze giornate di sole che ho avuto nel mese di piogge monsoniche ho voluto provare qualche combinazione di filtri in mio possesso. Ho cosi affiancato al Mylar (sull'Apo) e al Astrosolar ND5 (sul C11), il Baader Continuum, il Baader IRcut, il Lumicon W47 e un largo UV ottenuto dal W47 in coppia al IRcut. Ho anche un R-pass 630 ma dovevo smontare la ruota e non ho avuto tempo di provarlo. Anche un Hb o Ha da nebulose, e il k-line sembrano carini da provare ma un po' troppo caro per i miei gusti.

Anticipo subito che ovviamente il seeing non è costante, ho però effettuato parecchie riprese per ciascun filtro/combinazione in un arco di una paio di ore per ciascuna giornata ed elaborato quelli migliori. Anche i settaggi sulla camera sono stati fatti in modo da evidenziare le stesse strutture mantenendo un rapporto segnale/rumore accettabile.
Questa ultima voce ha avuto un ruolo apprezzabile nel cercare di evidenziare le zone di facule vicino alle macchie, perchè mentre con i filtri W47 e W47 + IRcut erano subito evidenti senza agire più di tanto, con il continuum o ircut da soli ho dovuto giocare parecchio sui livelli e poi lavorare in post produzione per evidenziarli.

Nella foto a largo campo del disco si vede come il W47+IRcut sia secondo me il migliore (pur essendo parecchio buio) per avere una buona panoramica di tutte le strutture presenti in luce bianca o quasi; la grande difficoltà nella messa a fuoco e nel trovare il seeing ottimo viene in parte compensato dall'operare a bassi ingrandimenti. Questa combinazione diventa praticamente inusabile su focali di 2-3000 come il C11 o rifrattori con barlow.

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A focali più spinte bisognerà usare il W47 da solo se si vuole evidenziare maggiormanete le regioni calde facolari nei dintorni delle macchie, mantenendo un buon dettaglio sulle stesse e sulla granulazione. Con il continuum sembrano evidenziarsi maggiormente i micro dettagli all'interno delle celle della granulazione che vengono evidenziate anche a longitudini superiori sul disco, anche i filamenti all'interno della penobra delle macchie sono ben definiti. Ho poi notato sia sul rifrattore che sul riflettore che il semplice uso del IRcut, sebbene faccia perdere un po' di dettaglio fine, evidenzi le zone facolari e la macro struttura delle celle di granulazione, rendendo i loro confini più marcati, sul rifrattore la cosa è molto più evidente (sebbene abbia avuto seeing più scadente durante la sessione di IRcut). Dalle foto sottostanti si nota come il W47 sia un buon compromesso.

b_200_200_16777215_00___images_sole_dettaglio_sole_2012-05-07_noaa_1476_ircut.jpg b_200_200_16777215_00___images_sole_dettaglio_sole_2012-05-07_noaa_1476_w47.jpg b_200_200_16777215_00___images_sole_dettaglio_sole_2012-05-07_noaa_1476_continuum.jpg
 
Bisognerebbe vedere la resa anche con un prisma di hershell su lenti di diametro generoso (da 150 in su) per confrontare i micro dettagli (dove però l'apertura e il seeing comandano) ed anche vedere se l'astrosolar/mylar riduce la risoluzione in qualcuna delle lunghezze d'onda esaminate. 
Per tutte le immagini ottenute ho catturato 2 minuti di cui ho elaborato solo il 10% dei frame migliori, cercando poi di evidenziare con i wavelet di registax gli stessi dettagli e bilanciando i livelli in photoshop.