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Ritchey Chretien GSO 10 Truss su AZ-EQ6

RC10Grazie all'avvento dei cinesi ed alla GSO, quello che pensavo irrealizzabile a causa dei costo inarrivabili è diventato realtà, dopo una lunga attesa ho potuto acquistare lo strumento che ho sempre desiderato, un Ritchey Chretien a traliccio.
Appena tornato da Tecnosky con il telescopio nuovo sono corso in giardino per montare il tutto, sebbene mi mancassero ancora delle parti volevo gustarmi il nuovo strumento.
Cosi mi son ritrovato a cercare alla cieca il fuoco ed il bilanciamento del RC10, ammetto di averci perso parecchio non avendo mai avuto uno strumento simile in passato; me lo immaginavo più leggero ma son comunque riuscito a raggiungere uno stazionamento accettabile per qualche test, considerando anche la nebbia incombente.

Ho montato sulla barra contrappesi il rifrattore guida con barlow ed ho cosi provato ad effettuare qualche guida per vedere se la soluzione fosse viabile, sicuro che a focale piena non avrebbe funzionato, ma con mia sopresa, a parte una iniziale difficoltà a trovare una stella valida, son riuscito ad effettuare alcuni scatti di prova da 3 e 5 minuti.
Ho deciso allora di puntare un oggetto vero e son riuscito a raccimolare 10 scatti da 3 minuti sulla testa di cavallo, solo dopo mi son reso conto che in efftti ad f/8 con la trasparenza scarsa che avevo stavo cercando di fare un miracolo ma comunque ho provato la fattibilità del setup.

Ammetto che la az-eq6 era al limite e una prossima sera proverò invece con una guida fuori asse, sebbene le abbia sempre intimamente odiate. Forse con quei 3-4 kg in meno avrò un sistema leggermente più agile.

2014-12-19 B33

Prima esperienze con la camera QHY5L-II

Il weekend sembrava essere partito nei migliori dei modi, la sera prima avevo ricevuto la nuova camera, la QHY5L-II ed avevo installato i driver che sembravano andare, il cielo era finalmente sereno con un seeing buono.
Non sapevo ancora cosa mi avrebbe tenuto in serbo la mattinata.

Guardando le immagini online avevo individuato un paio di protuberanze gigantesche, quale occasione migliore per provare la nuova camera; monto relativamente con calma la attrezzatura, l'aria è fresca e già mi pregusto un ottimo timelapse di una delle due, appena andato in temperatura il filtro punto il Sole ed ho la prima sorpresa: firecapture si freezza ogni due per tre, provando e riprovando sembra capiti cambiando i settaggi della camera o spostando il soggetto da riprendere, sembra che ci sia un bug che blocca tutto quando la schermata è sovraesposta o si sposta velocemente l'inquadratura, capite che scollegare e riavviare il software ogni volta che voglio ruotare l'inquadratura o che cambio la barlow è inconcepibile, provo diverse combinazioni di firecapture e driver ma non giungo a nulla.
Come se la cosa non bastasse con le versioni di firecapture nuove che gestiscono le QHY non riesco a far funzionare la mia mitica chameleon, non la riconosce proprio, arrivo alla soluzione di avere due versioni di driver e due versioni di firecapture per riuscire ad usarle entrambe. 

La nuova camera dimostra poi di avere lo stesso difetto delle precedenti QHY-Magzero e company, il sensore e vetrini sono perennemente sporchi, indice di una progettazione fatta alla carlona, quello tra le mie mani credo però riesca ad eccellere anche in quello, sebbene provi a pulirlo ottengo scarsi risultati e solo a sessione conclusa la smonto, lavo il sensore per alcuni minuti, e la chiudo con un mio filtro clear della baader. Spero anche cosi scompaiano anche i riflessi che avevo notato su quel fondo di bottiglia che chiamavano filtro clear "antiriflesso" usato nella camera.

Purtroppo però i problemi non sono ancora finiti, infatti il più rognoso non è risolvibile, la struttura cmos del sensor va in interferenza con il mio treno ottico halpha, le immagini presentano pesanti bande di newton che mi costringeranno ad usare la chameleon per il disco e provare ad usare la qhy5 solo sulle protuberanze dove un soggetto ad alto contrasto sembran nascondere il difetto. Ora non voglio sputare su un prodotto, ma la chameleon, prodotto di 3 anni prima non ha mai sofferto di un qualsiasi pulviscolo sulla immaggine in questi anni di utilizzo, e non parliamo poi di bande di interferenza. Certo magari su un altra combinazione di barlow/filtri potrebbe non avere nessun difetto ma nel mio caso è stata una apocalisse. 
Devo però darle atto che è più veloce e come sensibilità siamo sullo stesso livello.

Incontro ravvicinato con un Daystar

Nell'ultimo anno come avrete ormai capito dal contenuto del sito mi son fatto prendere dalle osservazioni solari dopo aver acquistato un Lunt frontale da 50 con blocking filter da 1200. Con il passare dei mesi ho imparato ad usarlo al meglio ed ora incomincia a starmi un po' stretto per quanto rigurada la risoluzione.

Ho però avuto recentemente la possibilità di provare un filtro Daystar 0.5A e dopo qualche trattativa ho raggiunto un accordo con il proprietario e cosi una nuova avventura ed era di sperimentazione si sta aprendo. Purtroppo per finanziare il progetto ho dovuto rinunciare al C11 e sostituire il 115 apo con un Megrez 90 ma spero di divertirmi con il nuovo filtro e nulla vieta che in futuro possa riprendere uno specchio di largo diametro, è già il secondo che posseggo, magari il prossimo sarà di quelli corretti anche per la fotografia profondo cielo.

Dopo un veloce test il giorno dell'arrivo del pacco, per verificare fosse tutto funzionante ho fatto visita a Tecnosky dove ho fatto subito sostituire il focheggiatore Vixen con un Moonlite. Mi sono poi rifornito di prolunghe e adattatori per poter montare la nuova barlow Baader TZ-4 e trovare le distanze idonee.

Le previsioni meteo non promettevano nulla di buono, ed infatti il cielo era pieno di nuvole sparse con vento in alta quota ma avendo tutti i componenti per assemblare il treno ottico operativo del Daystar ho voluto comunque montare tutto. Qui in basso potete vedere come è venuo fuori, un braccio impressionante ma il Moonlite ha tenuto.

- Adattatore 2"/T2
- prolunga T2 da 40mm
- Telecentrica Baader TZ-4
- 2 prolunghe T2 da 40mm
- prolunga T2 da 20mm (temporanea)
- Daystar Quantum 0.5A
- riduttore focale Celetron f/6.3 (per largo campo)
- tubo SC/2"
- riduttore 31.8
- sensore.

Non sono sicuro se la attuale configurazione comporta uno shift della banda (sicuramente qualcosina sposta), ho cercato di tenere la distanza di 22cm dalla TZ-4 come indicato, ma il riduttore non era previsto quindi i calcoli potrebbero essere sballati; dopo tutto è la mia prima sessione con il filtro, ho tanta strada da percorere, se fosse subito cosi semplice dove sarebbe il divertimento?

La prima cosa che ho notato rispetto al test estemporaneo precedente è quanto un focheggiatore degno di questo nome faciliti la vita, zero flessioni, mantenimento della focheggiatura, precisione nella ricerca del punto giusto, cose impossibili con il precedente. Altro voto positivo va alla TZ-4, i filtri presenti al suo interno che dovrebbero tagliare le luci spurie sembrano fare un gran bel lavoro, non ho più visto un solo riflesso di quelli che imperversavano con la Powermate 4x o le barlow normali che ho provato in passato.

L'erf da 100 butta dentro al filtro una quantità di luce imbarazante, per uno che arriva da un Lunt 50. Tempi di esposizione molto brevi anche sulle protuberanze ad alti ingrandimenti, per non parlare del visuale, sotto un certo numero di ingrandimenti la luminosità è persino eccessiva e servirebbe qualcosa per attenuarla.

Come prima esperienza mi sento soddisfatto, la nuova configurazione mi piace, forse il giudizio è un po' falsato dal classico entusiasmo nel provare il giocattolo nuovo, ma sento che mi divertirò a trovare i nuovi limiti dello strumento, come è stato con il Lunt, mi aspetta una calda estate.

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