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La strumentite, cronaca di una tragedia annunciata

Fin da adolescente mi ha sempre interessato la fotografia e la scienza, sono sempre stato poi particolarmente curioso nel capire cosa mi circondava, e forse per questo mi avvicinai all'inizio all'astronomia. Passione che da allora mi ha accompagnato, con alti e bassi ovviamente, ma non è mai scomparsa.

Con il passare degli anni ho cambiato strumentazione e obiettivi diverse volte, ma è una cosa comune in questo hobby e serve anche a non perdere mai quella fiamma di interesse che ci alimenta nell'affrontare i sacrifici a cui ci costringe l'astronomia. Ho iniziato con un classico 114 di marca sconosciuta, a ripensarci mi sconvolge il fatto che sia riuscito a vedere qualcosa, era fatto praticamente di cartone e la montatura era inesistente, il cavaletto da macchina fotografica molto più robusto al confronto; ma è bastato per accendere la curiosità che mi spinge sempre in queste cose, dopo pochi mesi di osservazioni e primi test fotografici convinsi i miei genitori a regalarmi un celestron 8 sulla mitica vixen super polaris e finalmente mi si aprì il cielo. Fu mio "compagno di giochi" per anni e mi regalò infinite soddisfazioni, era il periodo scolastico, di grande attività nel gruppo astrofili della città dove ricoprii la carica di organizzatore di eventi, dalla didattica nelle scuole, ai convegni, ai corsi, alle serate pubbliche, le attività fermevano facilitate dalla presenza di una grande gruppo affiatato.

Al c8 affiancai un mto e tutto il necessario per effettuare foto per il profondo cielo, dal kit di ipersesibilizazione della kodak tp2415 alla camera oscura, al mitico oculare con reticolo illuminato che ha accorciato di parecchi anni di vita i miei poveri occhi, nelle pose di ore di esposizione. Purtroppo questo felice periodo finì ed oltre alla drastica riduzione di tempo libero da dedicare all'astronomia ci fu una diaspora dei compagni di nottata, per un paio di anni le uscite con il telescopio si contarono sulle dite di una mano e smisi di fotografare del tutto. 

Complice una occasione sul mercato del "km zero" riuscii a permutare il mio c8 con un nextar c11 a forcella, la prima volta che lo vidi toccai il cielo con un dito, sembravo un bambino davanti all'albero di natale. Il cambio di visione mi ricordo il passaggio dal 114 al c8, sul planetario sembrava di toccarli e con il profondo cielo la luce raccolta mi permise di esplorare oggetti che prima non mi permettevo.
Incominciò il periodo del visuale, durante il quale investii risorse anche in accessori di qualità da 2" per godere appieno dello strumento. L'essermi trasferito poi in campagna mi permise di godermi per più tempo di questo tubone, che  raccoglie luce ma pesa una tonnellata, la mia schien ne ha sofferto parecchio ad alzare quel forcellone sulla testa equatoriale; avessi dovuto ogni volta caricare in macchina per usarlo avrei sicuramente resitito meno.

Sono cosi arrivato all'ultima stagione dei miei strumenti, nella quale ho permutato il mio c11 e preso un rifrattore apo tmb da 115 della blasonata marca a&m (officina stellare) visto il ritorno di fiamma per la fotografia e l'arrivo dei device digitali a prezzi più abbordabili. Devo ammettere che sebbene il diametro sia piccolo ed abbia sofferto non poco nel profondo cielo, la qualità del cielo sugli ammassi e sui pianeti è ineguagliabile, cristallino e nitido come non avevo mai visto; tanto da spingermi nella fotografia ad alta risoluzione, che avevo sempre praticato solo saltuariamente ma che con il rifrattore mi ha entusiasmato, non per niente sto valutando per il futuro un ottica come i maksutov che dovrebero essere paragonabili come visione per il planetario.

Con l'attuale ottica per ora riesco a divertirmi sia in fotografia per il profondo cielo dove l'apo eccelle, sia nel planetario e da poco posso anche osservare nell'h-alpha il sole, grazie all'ultimo acquisto in casa lunt. Da un paio di anni a questa parte sto cercando di ottimizzare gli accessori in modo da ridurre i tempi morti e facilitarmi la vita; in quest'ottica ho comprato il focheggiatore moonlite con motorizazione stepper di precisione, e a breve mi consegneranno la colonna da montare fissa in giardino.
La lista dei futuri acquisti purtroppo negli anni non si è accorciata, l'uscita di sempre nuove tecnologie e prodotti sono la rovina di noi astrofili, ma fortunatamente sono arrivati anche qui i cinesi, imponendo una concorrenza sui prezzi che prima era inesistente e molti prodotti importati sono scesi di prezzo riducendo i casi di rincari del 100-200% rispetto al prezzo originale all'estero.